Circa il 18% della popolazione adulta italiana è affetta da colelitiasi, con una maggiore prevalenza nel sesso femminile e in età avanzata.

I calcoli biliari sono concrezioni solide, simili a “sassi”, che si formano all’interno della colecisti o cistifellea (sono sinonimi). Possono assumere dimensioni di pochi millimetri come piccoli granelli di sabbia ma crescere anche fino a diversi centimetri di diametro occupando l’intero lume della colecisti.

In italia, come in tutti i paesi occidentali, in circa l’80% dei casi i calcoli sono composti da colesterolo, nel 20% da sali biliari.

La maggior parte delle persone con calcoli nella colecisti non ha sintomi e non richiede trattamento. In alcuni casi, tuttavia, i calcoli biliari causano dolore o altre complicanze e devono essere trattati chirurgicamente, in genere rimuovendo chirurgicamente l’intera cistifellea con i calcoli in essa contenuti.

LA COLECISTI

La colecisti è un organo cavo, a forma di pera, collocato appena sotto al fegato, nel quadrante superiore destro dell’addome, collegato con il fegato stesso ed il duodeno attraverso dei condotti chiamati vie biliari.

Lo scopo principale della cistifellea è di immagazzinare e concentrare la bile, un liquido bruno-verdastro prodotto dal fegato. La bile trasporta i prodotti di scarto dal fegato ma è anche necessaria per digerire, assorbendo lipidi e vitamine.

Tra i pasti, la cistifellea è rilassata, consentendo la raccolta e la concentrazione della bile stessa al suo interno. Quando mangiamo, il bolo alimentare raggiunge l’intestino e fa contrarre la colecisti (che viene “spremuta”) immettendo la bile direttamente nel duodeno. Poche ore dopo il pasto, la cistifellea si rilassa e inizia a immagazzinare di nuovo la bile.

FATTORI DI RISCHIO

Non esiste un meccanismo patogenetico chiaro che spieghi il perchè si formino i calcoli.

Tuttavia, molte persone hanno la bile con una concentrazione enormemente alta di colesterolo e / o calcio che precipitando tendono a formare queste concrezioni solide simili a pietre.

Ci sono una serie di fattori che aumentano il rischio di sviluppare calcoli biliari

  • Sesso – I calcoli biliari sono più comuni nelle donne.
  • Età – Il rischio di calcoli biliari aumenta con l’età. La condizione è estremamente rara nei bambini e diventa progressivamente più frequente nel tempo, specialmente dopo i 40 anni.
  • Storia familiare e genetica – I calcoli biliari sono più comuni in alcune famiglie, suggerendo che anche la genetica ha un ruolo nel loro sviluppo.
  • Altri fattori :
  • Gravidanza
  • Uso di medicinali contenenti estrogeni (come pillole anticoncezionali)
  • Obesità
  • Digiuno frequente
  • Perdita di peso rapida (es. pazienti sottoposti a chirurgia bariatrica)
  • Scarsa attività fisica
  • Diabete mellito
  • Anemia falciforme
  • Cirrosi

SINTOMI

La maggior parte delle persone che hanno dei calcoli nella colecisti sono assolutamente asintomatici.

Il riscontro è spesso accidentale, vengono diagnosticati durante un’ecografia o una TAC eseguita per altri motivi. Dagli ultimi dati comparsi in letteratura in questi casi non c’è alcuna indicazione ad un intervento chirurgico profilattico.

In altri casi invece il paziente può sviluppare una “colica biliare” . Questa si manifesta come un dolore addominale acuto, spesso localizzato al quadrante superiore destro dell’addome  appena sotto le coste o in epigastrio. Sintomi associati possono essere anche nausea, vomito dolore irradiato alla spalla destra o al dorso.

Una volta sperimentata una colica biliare è probabile che in futuro se ne possano sviluppare altre spesso di entità maggiore e occasionalmente associate a complicanze più serie.

Complicanze dei calcoli biliari:

La colecistite acuta è un’infiammazione della colecisti. Questo si verifica quando c’è un un’ostruzione completa dell’efflusso di bile dalla colecisti causato da un calcolo. A differenza della colica biliare, che si risolve entro poche ore, il dolore è costante e spesso si sviluppa febbre.
La colecistite acuta è una condizione grave che richiede cure mediche immediate in ospedale. Il trattamento comprende fluidi per via endovenosa, antidolorifici e antibiotici. L’intervento chirurgico di colecistectomia è solitamente raccomandato durante il ricovero o poco dopo.

La coledocolitiasi consiste nella migrazione di un calcolo biliare all’interno della via biliare (coledoco) ostruendo il flusso di bile verso l’intestino. Ciò può causare:

  • Ittero, una colorazione gialla della pelle e degli occhi.
  • Colangite acuta, un’infezione dei dotti biliari che causa dolore, brividi e febbre..
  • Pancreatite acuta, un’infiammazione del pancreas, che porta a un forte dolore addominale.

Queste gravi complicanze della coledocolitiasi richiedono un trattamento tempestivo, che di solito consiste nella rimozione del calcoli biliari nelle vie biliari attraverso una procedura (non chirurgica) nota come colangiopancreatografia retrograda endoscopica o ERCP.
In un secondo momento viene eseguito l’intervento chirurgico di colecistectomia.

 

DIAGNOSI

L’esame principe per fare diagnosi di colelitiasi è l’ecografia addominale. Talvolta i calcoli possono essere visti anche alla TC, la risonanza magnetica è un’indagine di secondo livello con elevatissima sensibilità e specificità nel riscontrare l’esatta sede dei calcoli.

 

TRATTAMENTO

Oltre a una dieta ipolipidica il trattamento medico prevede la somministrazione di acido ursodesossicolico, una molecola in grado di sciogliere il colesterolo dei calcoli biliari. Tuttavia in considerazione dell’estrema lentezza del meccanismo d’azione del farmaco non è pratico né tanto meno risolutivo nelle persone che hanno coliche biliari ricorrenti

La colecistectomia è l’intervento chirurgico definitivo che rimuove la cistifellea e i calcoli in essa contenuti.
È uno degli interventi chirurgici più comunemente eseguiti in Italia ma non per questo semplice o banale. I migliori risultati e le minori complicanze si ottengono in mani esperte in centri qualificati.

L’intervento viene eseguito in sala operatoria in anestesia generale. Il gold standard internazionale prevede un approccio laparoscopico, in più del 95% dei casi è possibile asportare l’intera colecisti attraverso 4 piccole incisioni a livello dell’addome.

Alterazioni anatomiche particolari piuttosto che gravi stati infiammatori possono far propendere il chirurgo ad effettuare, dopo un primo approccio laparoscopico, una conversione laparotomica (la vecchia incisione di maggiore dimensioni sottocostale destra) per concludere l’intervento in sicurezza.

Salvo complicanze Il decorso postoperatorio medio in ospedale è di 24/48 ore.

La cistifellea è un organo importante, ma si può vivere bene senza.

Il 30% delle persone colecistectomizzate sviluppano nelle prime settimane dopo l’intervento feci più liquide e gonfiore addominale, questi sintomi sono lievi, non richiedono trattamento e migliorano con il tempo.

 

Soffri di dolori addominali ricorrenti? Hai frequentemente disturbi digestivi? Ti sono stati riscontrati durante un’ecografia addominale dei calcoli nella colecisti?
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