Risposte del Dr. Paolo Boati – Chirurgo generale e d’urgenza a Milano
A mio avviso si dovrebbe contattare un chirurgo quando un disturbo è ricorrente, peggiora nel tempo o inizia a limitare la vita quotidiana.
Valutare un problema in fase precoce aiuta a evitare urgenze e scelte affrettate.
✔️Perché è utile parlarne con un chirurgo
Un chirurgo non serve solo per “operare”.
In generale per un medico la difficoltà e quindi anche la sfida più grande è quella di riuscire a porre una diagnosi corretta.
Il parere di uno specialista in Chirurgia serve soprattutto per capire se, identificata una patologia, è necessario ricorrere ad un intervento in sala operatoria e quando è il momento giusto per farlo oppure se è preferibile trattare la patologia con una terapia medica.
Molti pazienti tardano l’incontro con il chirurgo perché pensano che una visita chirurgica significhi già “mettersi in lista per l’operazione”.
In realtà è esattamente l’opposto: una valutazione precoce spesso permette di NON operare.
✔️ I segnali che non vanno ignorati
🔄 Sintomi che tornano più volte
- dolori addominali ricorrenti
- dolore anale o sanguinamento con le feci
- dolori e rigonfiamenti del torso o degli arti
- episodi ripetuti di addome teso o nausea importante
- alterazioni significative dell’alvo
👉 Quando un disturbo diventa “abitudine”, è quasi sempre il momento di farsi valutare.
📉 Sintomi che peggiorano nel tempo
Se una situazione sta andando nella direzione sbagliata da settimane o mesi, difficilmente si risolverà da sola.
🩻 Esami che mostrano un problema strutturale
Quando ecografie, TAC o colonscopie evidenziano:
- calcoli alla colecisti
- ernie
- polipi
- ispessimenti o neoformazioni sospette a carico degli organi intraddominali
- quadri di diverticolosi complicata
👉 È utile un occhio chirurgico per capire il percorso migliore.
⚠️ Dolori “nuovi” o diversi da quelli abituali
Specie se accompagnati da:
- febbre
- vomito persistente
- addome duro
- sanguinamento importante
- difficoltà a evacuare o a urinare
Questi sono campanelli di allarme che meritano attenzione immediata.
⛔️ Quando il problema inizia a limitare la vita quotidiana
Se cambi alimentazione, sport, orari o abitudini per evitare un sintomo, significa che ti sta condizionando troppo.
✔️ In breve
Contatta un chirurgo se…
- ✅ il sintomo non passa da settimane
- ✅ torna periodicamente
- ✅ stai assumendo farmaci “a ripetizione”
- ✅ un esame ha trovato qualcosa
- ✅ il dolore limita lavoro o attività
- ✅ hai dubbi sulla necessità o meno di un intervento

✔️ Come ragiono io in ambulatorio
Quando visito un paziente, la prima cosa che faccio non è decidere se operare o meno, ma mi concentro sull’ ASCOLTO della persona che ho davanti (e richiede competenza, tempo e pazienza), su quello che il paziente vuole dirmi, su quello che lo disturba, su cosa lo preoccupa.
Pongo domande, a volte al paziente sembra che non abbiano alcuna correlazione con il motivo della visita, prendo le cose molto alla lontana e sto ad ascoltare le risposte. Chiedo nuovamente qual è il motivo per cui il paziente si è presentato in visita.
Analizzo i sintomi, quando sono iniziati, come si sono trasformati, se ci sono momenti o comportamenti che li fanno peggiorare o migliorare.
Una buona anamnesi e un accurato esame obiettivo orientano spesso più di mille esami.
A volte richiedo approfondimenti diagnostici: ecografie, radiografie, TC, colonscopie, ecc.
Sovente suggerisco cambiamenti dietetici o comportamentali, prescrivo terapie farmacologiche e rimando il paziente a un secondo controllo nel tempo. Nei casi più complessi amo confrontarmi con i colleghi.
Questo perché, nella maggior parte dei casi, la chirurgia è l’ultimo passaggio, non il primo.
Il mio obiettivo in visita è ambizioso e chiaro: fare diagnosi e capire insieme se esiste davvero un’indicazione chirurgica, quali i benefici attesi, valutare i rischi del non intervenire e proporre un percorso proporzionato al problema.
Al termine della visita spendo sempre qualche minuto nel cercare di spiegare al paziente con parole semplici e comprensibili quale è la situazione clinica attuale, qual è il mio sospetto diagnostico e cosa penso sia meglio fare per risolvere il problema che il paziente lamenta. Amo rispondere alle domande, anche a quelle apparentemente più stupide.
Sono convinto che un paziente che capisce davvero la propria condizione e che viene coinvolto fin dall’inizio nel percorso decisionale affronta la terapia con più serenità, motivazione e consapevolezza.
E quando medico e paziente ragionano insieme, passo dopo passo, è lì che si ottengono quasi sempre i risultati migliori.
✔️ Domande frequenti
Una visita dal chirurgo significa che dovrò operarmi?
No. La visita serve a capire, non a programmare per forza un intervento.
Cosa porto alla visita?
Esami recenti ed elenco terapie. E’ utile prepararsi anche solo mentalmente una descrizione il più dettagliata possibile dei sintomi (quando, quanto durano, da quanto tempo). Sarà poi il medico a guidare l’incontro con ulteriori domande.
Quando è urgente?
Dolore improvviso e forte, febbre alta, vomito persistente, impossibilità a evacuare, addome molto duro o gonfio: in questi casi è meglio recarsi al Pronto Soccorso.
Dr. Paolo Boati
Chirurgo Generale e d’Urgenza – Milano
Esperto in chirurgia colorettale, coloproctologia, colecisti, ernie, parete addominale.
Ricevo presso ASST Santi Paolo e Carlo e Clinica Columbus.
✔️ Contatti e prenotazioni
Per valutare un disturbo, un dubbio diagnostico o un esame sospetto richiedi una prima visita chirurgica.
