Le recenti linee guida della European Society of ColoProctology del 2024 cercano di mettere un po’ di chiarezza e pragmatismo riguardo al vasto capitolo della malattia pilonidale.
La cisti pilonidale o cisti sacrococcigea conosciuta anche come malattia pilonidale, è un disturbo più comune di quanto si pensi, che colpisce soprattutto giovani uomini e donne tra i 15 e i 40 anni.
Si tratta di una piccola cavità che si forma nella regione sacrococcigea (alla base della schiena), al cui interno si possono accumulare peli e detriti.
Quando la cisti si infiamma, compaiono dolore, arrossamento e secrezioni: una condizione che può diventare molto fastidiosa e limitante nella vita di tutti i giorni.
Chi è più a rischio di sviluppare una cisti pilonidale?
Alcune persone hanno una maggiore predisposizione a sviluppare la cisti pilonidale. Non si tratta solo di “sfortuna”: la ricerca scientifica ha individuato diversi fattori di rischio.
Fattori non modificabili
- Familiarità: se in famiglia ci sono già stati casi di malattia pilonidale, la probabilità di svilupparla è più alta.
- Sesso maschile: gli uomini sono più colpiti rispetto alle donne.
- Età: la malattia è più frequente tra i 15 e i 30 anni.
Fattori modificabili
Ci sono invece comportamenti e condizioni che aumentano il rischio, ma che possono essere corretti o migliorati:
- Sovrappeso e obesità
- Fumo di sigaretta
- Traumi o sfregamenti locali (ad esempio a causa di sport o indumenti troppo stretti)
- Troppe ore seduti o alla guida
- Scarsa igiene
Quali sono i sintomi più comuni?
- dolore o fastidio nella zona vicino al coccige
- arrossamento e gonfiore
- secrezioni di pus o sangue da piccoli fori cutanei
- formazione di un ascesso, nei casi più gravi
Se riconosci questi sintomi, è importante non sottovalutarli: la cisti pilonidale raramente guarisce da sola.

Come si cura la cisti pilonidale secondo le linee guida
Le più recenti Linee Guida Europee (ESCP, 2024) raccomandano un approccio personalizzato, in base alla gravità e alla complessità del caso:
- Nei casi semplici, sono possibili tecniche mininvasive come EPSiT o SiLaC, che permettono un recupero veloce, meno dolore post-operatorio e cicatrici minime.
- Nei casi più complessi o recidivati, si preferiscono interventi chirurgici più strutturati, come la chiusura off-midline, che riduce il rischio di recidiva rispetto alle tecniche tradizionali.
- Antibiotici, medicazioni speciali o depilazioni obbligatorie non sono più considerate soluzioni efficaci a lungo termine, se non in casi selezionati.

L’obiettivo è sempre quello di risolvere definitivamente il problema, riducendo al minimo le recidive e favorendo una rapida ripresa delle attività quotidiane.
Perché rivolgersi a un chirurgo esperto
La cisti pilonidale può sembrare un disturbo banale, ma non lo è:
- ogni paziente è diverso
- le tecniche da scegliere variano a seconda della complessità
- un trattamento non adeguato aumenta il rischio di recidiva
Ecco perché è fondamentale rivolgersi a un chirurgo esperto e aggiornato.
L’esperienza del Dott. Boati a Milano
Come chirurgo generale e coloproctologo, il dott. Paolo Boati si occupa frequentemente della cura della cisti pilonidale e utilizza tecniche moderne e mininvasive per garantire:
- meno dolore post-operatorio
- ferite ridotte o assenti
- tempi di recupero più rapidi
- una diminuzione significativa del rischio di recidiva
Segue insieme al suo team i pazienti in tutte le fasi: dalla diagnosi alla scelta della tecnica più adatta, fino al follow-up post-operatorio.
Quando prenotare una visita
Se hai notato dolore, secrezioni o piccoli fori vicino al coccige, potresti avere una cisti pilonidale.
La visita specialistica è il primo passo per:
- confermare la diagnosi
- capire la gravità della situazione
- programmare un intervento personalizzato ed efficace
👉 Non trascurare i sintomi della cisti pilonidale: con le giuste tecniche è possibile risolverla in modo definitivo e tornare presto alla propria vita.
Un ulteriore approfondimento a riguardo lo trovi qui
